Crawl-delay compare in molti esempi robots.txt, ma il supporto non è universale. Per Google il punto è chiaro: Googlebot non supporta Crawl-delay in robots.txt. Indicare un numero di secondi non obbliga quindi Googlebot ad aspettare quell’intervallo.
Altri crawler possono implementarlo come estensione. Controlla la documentazione dell’operatore specifico invece di considerarlo uno standard comune.
Esempio tipico
User-agent: ExampleBot
Crawl-delay: 10
L’intento è spesso richiedere circa dieci secondi tra le richieste. RFC 9309 standardizza però il nucleo del protocollo, soprattutto gruppi User-agent e matching Allow/Disallow, non tutti i campi storici.
Perché può dare falsa sicurezza
Se il crawler ignora la directive, il carico non cambia. La causa reale può essere:
- filtri e faccette che generano molti URL;
- calendari, ricerca o parametri quasi infiniti;
- risposte
5xxche provocano retry; - bot che non rispettano robots.txt;
- un altro User-agent responsabile del traffico;
- applicazione lenta che rende pesante un volume normale.
Parti dai log: User-agent, frequenza, percorsi e status HTTP.
Non usare 401/403 per rallentare Googlebot
Google tratta la maggior parte dei 4xx su /robots.txt, escluso 429, come assenza di un robots.txt valido. Potresti quindi perdere proprio le restrizioni che volevi comunicare.
HTTP/1.1 403 Forbidden
non è un controllo corretto del crawl rate.
429 e 5xx sono segnali diversi
429 Too Many Requests e gli errori server indicano sovraccarico o indisponibilità e possono ridurre temporaneamente la scansione. Non sostituiscono una buona architettura.
Correggi esplosioni di URL, blocca solo percorsi davvero inutili, migliora cache/capacità e usa controlli documentati dal provider quando disponibili.
Per percorsi inutili usa Disallow con precisione
User-agent: *
Disallow: /ricerca-interna/
Disallow: /cart/
Disallow: /session/
Sitemap: https://example.com/sitemap.xml
Riduce richieste a quelle aree invece di rallentare tutto il traffico. Disallow non sostituisce noindex.
Siti grandi: conta l’efficienza della scansione
In e-commerce, marketplace e publisher, verifica che i crawler raggiungano pagine canoniche importanti senza sprecare attività su filtri, ordinamenti, sessioni, preview o paginazioni di poco valore.
Diagnosi consigliata
- identifica il crawler nei log;
- verifica il supporto ufficiale a Crawl-delay;
- misura volume e percorsi più richiesti;
- cerca esplosioni di URL;
- controlla stato, dimensione ed encoding di
/robots.txt; - assicurati che pagine e risorse importanti siano accessibili;
- analizza
429e5xx; - testa modifiche su URL reali;
- monitora i log dopo il deploy.
Per Googlebot: non affidarti a Crawl-delay; usa meccanismi realmente supportati e correggi le cause strutturali del carico.